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Solo auto elettriche entro il 2030. - Itacar

Solo auto elettriche entro il 2030.

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Written by myriam

Solo auto elettriche entro il 2030.

L’Europa è pronta ad imporre le auto elettriche, mettendo al bando quelle termiche dal primo gennaio 2030. Da quel giorno potranno essere vendute e prodotte solo auto elettriche e ibride plug-in. Già dal 2025 scatterebbe poi una stretta sulle auto a benzina e diesel, grazie a un inasprimento della legislazione sull’inquinamento atmosferico.

Per far diventare l’Europa “climaticamente neutra” entro il 2050, Bruxelles intende ridurre le emissioni globali di gas serra del 55% già entro il 2030, cominciando la stretta fra appena quattro anni. Nella fase di transizione sono previsti anche incentivi alle case auto che inseriranno in gamma, vendendoli, veicoli a basso impatto ambientale. Lo prevede già il regolamento sui limiti alle emissioni scattato il 1° gennaio dello scorso anno. Continuerà anche il sistema delle sanzioni per chi li sforerà, inasprendolo via via che si avvicinerà la data fatidica del 2030, quando dovranno essere messe sul mercato solo auto elettriche o ibride plug-in.

A spingere perché l’Europa imponga l’acquisto di auto elettriche sono nove Paesi guidati da Danimarca e Paesi Bassi. Il Fronte dei Nove, che comprende anche Austria, Belgio, Grecia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo e Malta, ha scritto alla Commissione chiedendo di fissare una data precisa valida per tutti i 27 membri dell’Unione.

Per il momento, però, ognuno procede in ordine sparso: alcuni hanno autonomamente fissato una data, altri, come l’Italia, non l’hanno ancora fatto.

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In generale l’Italia risulta in ritardo nella diffusione di questo mezzo di trasporto, presentandosi segmentata da fattori sociodemografici e culturali, al punto che l’esigenza di allearsi per il cambiamento da parte dei diversi attori dell’ecosistema della mobilità, si fa sempre più urgente.

Esistono tuttavia ancora dei dubbi che frenano gli italiani al passaggio all’elettrico: costi, autonomia delle batterie e infrastrutture di ricarica.

Tuttavia, stando a quanto riportato dall’Autorità, dal punto di vista della produzione dell’energia non sarà un problema, in virtù della crescita delle rinnovabili. Provando a fare delle stime, se l’attuale parco circolante di vetture, che può essere stimato intorno a 39 milioni di unità, fosse elettrico servirebbe un plus di produzione di quasi 80 TWh, quando, secondo la Terna, nel 2019 gli impianti energetici italiani hanno complessivamente generato 284 TWh a fronte di un fabbisogno intorno ai 320 TWh. Se l’aumento della produzione è una strada percorribile, soddisfare i picchi di potenza prelevati in un determinato istante potrebbe comportare più di qualche difficoltà. Problematica che l’Autorità vuole risolvere grazie a un sistema elettrico intelligente, in grado di incentivare gli utenti a fare il “pieno” nelle ore più adatte (attraverso all’introduzione di un adeguato sistema tariffario), evitando così i picchi e coniugando la ricarica con la disponibilità locale di generazione elettrica da fonti rinnovabili.

Inoltre, per rendere il più indolore possibile per i contribuenti questo piano di investimenti, l’Authority propone di spostare una parte della spesa sulla fiscalità generale, cioè aumentando le tasse, cercando di compensare il surplus di energia previsto con l’utilizzo del sistema V2G (Vehicle to grid), che prevede la compartecipazione dell’auto elettrica e della sua batteria alla rete pubblica di distribuzione dell’energia.

E per quanto riguarda le auto termiche cosa succederà nel 2030?

Le vendite delle auto ibride – i nuovi PHEV – potranno continuare fino al 2035 dopodiché non sarà più possibile vendere auto o furgoni con motore a combustione.

Febbraio 15, 2022
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