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Crisi dei Chip: America e Europa dicono basta! - Itacar

Crisi dei Chip: America e Europa dicono basta!

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Written by myriam

Crisi dei Chip: America e Europa dicono basta!

Tra i moltissimi contraccolpi della pandemia ce n’è uno che sta particolarmente preoccupando molti settori industriali per le sue caratteristiche strutturali: la crisi dei Chip.

Questi componenti ad altissima tecnologia non sono soltanto i “cervelli” di computer, smartphone e altri dispositivi tipici del settore ICT, ma sono ormai indispensabili per il funzionamento di moltissimi prodotti, dagli elettrodomestici ai dispositivi medici. E l’inadeguatezza della loro disponibilità rispetto alla domanda non sembra una faccenda di facile e breve risoluzione.

Per questo il problema ha assunto dimensioni mondiali, coinvolgendo i governi ai massimi livelli, dagli USA all’Unione Europea. La scarsità dei chip, infatti sta provocando indisponibilità o tempi lunghi di consegna o di lancio di alcuni modelli di dispositivi digitali, come smartphone e laptop, ma sta colpendo molto più duramente altri settori, come le console per videogiochi e soprattutto la produzione di automobili.

E proprio gli Stati Uniti vogliono dire basta alla crisi dei chip e riconquistare la leadership nel settore persa in favore dell’Asia negli ultimi 30 anni. Basti pensare che nel 1990 gli Usa rappresentavano il 40% della produzione mondiale, mentre nel 2019 la quota si è ridotta all’11%, con Taiwan, Corea del Sud e Cina sempre più padroni del mercato.

Protagonista della missione è il dipartimento del Commercio (DOC), che sta chiamando a raccolta tutte le imprese legate direttamente e indirettamente all’industria dei semiconduttori con la richiesta di fornire informazioni sulla crisi e i progetti in atto per capire le contromosse da prendere.

Se gli States non restano fermi, anche l’Europa si muove per dire la sua. La prima iniziativa del Vecchio Continente è firmata Bruxelles e prevede un European Chips Act. Pochi i dettagli rivelati in occasione della sua presentazione, ma l’idea è quella di “mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione”, invitando gli Stati membri a “coordinare gli investimenti nazionale e dell’Ue lungo l’intera catena del valore”.

L’obiettivo finale è creare “un ecosistema europeo dei semiconduttori che sia all’avanguardia, inclusa la produzione”, perché solo così “garantiremo la sicurezza dell’approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa”.

L’altra carta in mano all’Ue è una possibile partnership con la Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC), tra le più importanti multinazionali di chip al mondo, per costruire uno stabilimento produttivo nel Vecchio Continente, che si aggiungerebbe a quello di Bosch in Germania, aperto con un investimento da 1 miliardo di euro.

Febbraio 18, 2022
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